Fitodepurazione

La fitodepurazione è un sistema naturale per il trattamento delle acque di scarico. E’ un processo di depurazione delle acque reflue che utilizza le piante come filtri biologici.

L’unica manutenzione in questi impianti è il controllo periodico dello scarico a mezzo di analisi chimiche, come richiesto dalla legge. Vi è poi da considerare la manutenzione (vuotatura periodica in funzione anche del dimensionamento dell’impianto) delle vasche a monte del sistema (vasca Imhoff, degrassatore, ecc.), lo sfalcio delle piante e la loro potatura. Gli impianti correttamente dimensionati non prevedono la sostituzione delle piante acquatiche. Le piante, se scelte nei modi, nei tempi e collocate correttamente, non devono essere rimpiazzate o sostituite.

Le piante più utilizzate in questo tipo di sistemi sono quelle denominate macrofite (piante superiori) acquatiche. L’essenza più utilizzata in tutta Europa è il Phragmites australis, o cannuccia di palude, per il suo ruolo di pompa di ossigeno; infatti questa è un’elofita che ha la caratteristica di trasportare l’ossigeno atmosferico fino in profondità nel medium di riempimento grazie ai suoi lunghi rizomi, creando microzone ossidate che vengono colonizzate da batteri aerobici; tale attività è molto importante nei sistemi a flusso sommerso.

1. Costi minimi di costruzione e manutenzione rispetto a quelli degli impianti di depurazione tradizionali. 2. Assenza di odori e di proliferazione di insetti nei sistemi a flusso sommerso. 3. Totale abbattimento della carica patogena 4. Creazione di un’area verde al posto di manufatti in cemento 5. Possibilità di riutilizzo dell’acqua depurata a scopi irrigui 6. Riduzione dei consumi di energia elettrica rispetto ad un depuratore tradizionale. 7. Assenza o ridotta necessità di apparecchiature elettromeccaniche effluente finale conforme alle norme vigenti (tabella 1,2 D.lg. n152/2006) 8. Funzionamento depurativo indipendente dall’assenza di energia o sovraccarico idraulico fondamentali per il funzionamento dei processi di depurazione tradizionali.

Questa tipologia di trattamento può essere utilizzata anche come trattamento secondario, cioè come un vero e proprio processo depurativo, fino a 2.000 abitanti equivalenti o come trattamento terziario dei reflui provenienti dai depuratori tradizionali. Oltre per il trattamento dei reflui domestici, la fitodepurazione può essere utilizzata con successo anche per trattare: 1. scarichi discontinui o irregolari come quelli provenienti da hotel, campeggi, villaggi turistici, rifugi. 2. Reflui in uscita da impianti di acquacoltura 2. Reflui in uscita da aziende zootecniche. 3. Reflui in uscita da caseifici e cantine di vinificazione. 4. acque di dilavamento stradale 5. percolati di miniere e discariche derivazioni da corsi d’acqua eutrofizzati.

PRETRATTAMENTI

Gli impianti di fitodepurazione al fine di rimuovere le sostanze più grossolane presenti nei liquami utilizzano dei prettratamenti quali grigliatura, fossa Imhoff disoleatori.

SUBSTRATO

Il substrato drenante o medium di crescita deve essere realizzato in base alle caratteristiche di porosità e conducibilità idraulica che influisce sul tempo di residenza dei liquami.

IMPERMEABILIZZAZIONE

L’impermeabilizzazione artificiale può essere effettuata con uno strato di argilla o, come succede più comunemente, con teli in vari materiali (PVC, HDPE, EPDM) di spessore idoneo.

Le piante sono in grado di ridurre e/o metabolizzare le sostanze inquinanti presenti nell’acqua di scarico per azione diretta e/o per azione dei batteri che si sviluppano sui loro apparati radicali e rizomatosi o nell’ecosistema in cui vivono.

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TECNICHE DI FITODEPURAZIONE

Le tecniche di fitodepurazione possono essere classificate in base alla prevalente forma di vita delle piante acquatiche che vi vengono utilizzate:
  • SISTEMI A MICROFITE (ALGHE UNICELLULARI)
  • SISTEMI CON MACROFITE (PIANTE SUPERIORI) ACQUATICHE GALLEGGIANTI
  • SISTEMI CON MACROFITE RADICATE SOMMERSE
  • SISTEMI CON MACROFITE RADICATE EMERGENTI